Le Dehors. Psicoanalisi e pensiero francese contemporaneo

Nuova collana diretta da Fabrizio Palombi (Mimesis, Milano-Udine)

  

Di ritorno dall’esperienza berlinese e dall’immersione nella fenomenologia husserliana, Jean-Paul Sartre scriveva entusiasta: «tout est Dehors»! L’esortazione ha echeggiato a lungo nel pensiero francese diventando il motto di un’intera generazione di studiosi che ha coniugato l’impegno politico con la critica filosofica di ogni intimismo.

Anche Lacan, pur contrapponendosi a Sartre, ha sostenuto che l’inconscio «non è tanto profondo quanto inaccessibile all’approfondimento cosciente», esplicitando questa posizione nel concetto di estimità. La Francia del Novecento ha trovato un punto di convergenza teorica nella necessità di esplorare, pensare e vivere costantemente il Fuori come cifra di una missione teorica e vitale rintracciabile, fra gli altri, in Gaston Bachelard, Maurice Blanchot, Gilles Deleuze, Jacques Derrida, Michel Foucault e Maurice Merleau-Ponty.

Ispirandosi a questo orizzonte, Le Dehors propone volumi di vocazione interdisciplinare, muovendo da una pluralità di eterogenee discorsività filosofiche, psicoanalitiche, politiche e antropologiche. La collana è uno spazio editoriale per l’elaborazione e la diffusione di nuove prospettive sul Fuori che ci abita e circonda, certi che la sua esplorazione sia irrinunciabile per la comprensione della vita contemporanea.

Comitato scientifico

Fabrizio Palombi (Direttore, Università della Calabria)

Saverio Ansaldi (Université de Reims Champagne-Ardenne)

Gianfranco Dalmasso (Università di Bergamo)

Antonio Di Ciaccia (Istituto Freudiano)

David Lapoujade (Université de Paris I Panthéon-Sorbonne)

Maria Teresa Maiocchi (Università Cattolica Milano)

Bruno Moroncini (Università di Salerno)

Stefania Pandolfo (University of California Berkeley)

Ciro Felice Papparo (Università di Napoli “Federico II”)

Élisabeth Roudinesco (École Normale Supérieure de Paris)

Yannis Stavrakakis (Università Aristotele di Salonicco)

Gisèle Vanhese (Università della Calabria)

Manuel Enrique Vázquez (Universitat de València)

Stefano Velotti (Università degli studi di Roma “La Sapienza”)

Comitato editoriale

Claudio D’Aurizio (Caporedattore, Università della Calabria)

Annagiulia Canesso (Università degli Studi di Padova)

Deborah De Rosa (Università della Calabria)

Stefano Oliva (Pontificio Ateneo Sant’Anselmo)

Roberto Revello (Università degli Studi dell’Insubria)

Arianna Salatino (Università della Calabria)

Emiliano Sfara (Universidade de São Paulo)

 

Calendario editoriale

 1. Lapoujade, Deleuze. I movimenti aberranti, trad. it. di C. D’Aurizio (2020).

I movimenti aberranti è uno dei più importanti testi dedicati al pensiero di Gilles Deleuze, che la presente traduzione rende infine disponibile al lettore italiano. Il titolo del volume indica un concetto prezioso per attraversare la fitta selva di “logiche irrazionali” prodotta dal pensiero deleuziano e ingaggiare un intenso confronto teorico con il suo lessico e la sua concettualità. Questo percorso si concretizza attraverso molteplici temi e figure appartenenti a campi disciplinari eterogenei, fra cui l’arte, la scienza, la psicoanalisi, l’antropologia e la sociologia. Il testo di David Lapoujade costituisce un’opera fondamentale, in virtù della sua chiarezza, per leggere Deleuze e una proposta filosofica netta per interpretare il mondo contemporaneo. Per questo, Lapoujade evidenzia il carattere fortemente creativo e politico della produzione teorica del filosofo francese, dal momento che “il pensare, per Deleuze, è sempre concepito come un atto guerriero”.

2. De Rosa, Intrecci. Fenomenologia e psicoanalisi tra Lacan e Merleau-Ponty (2020).

Quanto possiamo avvicinare la fenomenologia e la psicoanalisi senza rischiare di tradirne le rispettive specificità? Jacques Lacan e Maurice Merleau-Ponty, tra i più importanti pensatori del Novecento francese, rappresentano in via metonimica questi due campi del sapere in difficile rapporto. Tuttavia, insieme a una sincera relazione di amicizia, i due studiosi hanno dato vita nelle proprie opere a diversi e significativi rimandi reciproci, dichiarati o sottintesi. Ne risultano discordanze e consonanze, sempre di grande interesse, da confrontare con le rispettive opzioni teoriche di base.

Il volume costituisce l’esito di una ricerca, volta a ricostruire la fitta rete di scambi tra i due studiosi, e di una riflessione filosofica che mira a chiarire gli specifici intrecci tra filosofia e psicoanalisi valutando possibilità e limiti dei loro punti di contatto. La forma, gli specchi, la visione e l’inconscio sono i principali nodi tematici individuati da questo chiasmo tra clinica lacaniana e fenomenologia merleau-pontiana.

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