Call for papers n.22:
La scuola psicoanalitica di Ljulbljana
Sebbene non sia il riflesso di una struttura organizzativa formale o di un’istituzione accademica, la Scuola Psicoanalitica di Ljubljana si colloca per mezzo di una coordinata geografica (il territorio sloveno), e una disciplinare (il campo filosofico e clinico di orientamento lacaniano), rappresentando la ricezione filosofica, critica e politica del pensiero di Jacques Lacan avviata da un gruppo di ricercatori sloveni tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso. Gli anni Ottanta rappresentano il periodo storico in cui Slavoj Žižek e il collega Mladen Dolar (e, inizialmente, il sociologo Ratzko Močnik, allievo di Greimas a Parigi) viaggeranno dalla Slovenia in Francia –a Parigi Žižek conseguirà nel 1985 il suo secondo dottorato di ricerca, avvicinandosi a Jacques-Alain Miller per approfondire da vicino l’esperienza analitica. La Scuola Psicoanalitica rappresenta un orientamento di ricerca che coincide con la fondazione della “Società di Psicoanalisi Teoretica” e vede nella rivista Problemi, nella collana editoriale “Analecta” e in “Agalma – Istituto per le idee” il fronte operativo del gruppo.
Accanto alla produzione scientifica, si attestano sin dal principio interventi puntuali sulla stampa nazionale e internazionale. Il milieu sloveno incide su una discussione teoretica che indaga il passaggio dal socialismo al nazionalismo, che incrocia il post-marxismo alla prospettiva lacaniana della critica all’ideologia e al capitalismo. Essa restituisce dunque la propria postura rispetto alla tradizione freudiana della critica all’ideologia di ambito psicoanalitico (es. la Scuola di Francoforte) o della stessa scuola francese. Inoltre, la curvatura transmediale – che riguarda soprattutto il cinema – e interdisciplinare della Scuola si innesta nella critica all’ideologia che riflette uno specifico innesto del pensiero lacaniano su un orientamento hegelo-marxista.
La coppia Hegel-Lacan, nel caso di Žižek, si sorregge e struttura vicendevolmente, consegnando un esito del tutto originale della ricezione lacaniana. L’intento nell’Oggetto sublime dell’ideologia (1989) – pubblicazione-manifesto, nella prospettiva internazionale, dell’orientamento della Scuola – è triplice: estrarre Lacan dalla definizione di post-strutturalista, dismettendone una visione oscurantista e, piuttosto, illuminarne la carica razionalista attraverso la diffusione della sua teoria (è precisamente la tesi anti-essenzialista della psicoanalisi); auspicare a un ritorno a Hegel attraverso Lacan per superarne l’idealismo-monista e consegnarlo come filosofo della differenza; contribuire alla critica all’ideologia innestando nuovi temi estratti dalla teoresi e dalla clinica lacaniane.
Nella critica all’ideologia s’innesta un’ulteriore peculiarità della Scuola, un’attenzione ravvicinata al Reale lacaniano, tralasciato secondo gli autori a favore di una maggiore propensione agli aspetti simbolici della psicoanalisi continentale in tema di soggettivazione. La non-istituzionalizzazione della Scuola da un lato e, dall’altro, la vasta risonanza mediatica della produzione eclettica e indomita di Slavoj Žižek hanno fatto sì che essa fosse percepita in ambito straniero, essenzialmente, come composta da tre principali esponenti: Slavoj Žižek, Mladen Dolar e Alenka Zupančič.
Questi tre nomi però non esauriscono la definizione di “Scuola Psiconalitica di Ljubljana” nella quale rientrano dibattiti ed esiti di ricerca eterogenei di generazioni di allievi formati nel Dipartimento di Filosofia dell’Università di Ljubljana e che, nella ricerca teoretica anche in ambito sociale, innestano aspetti clinici o critici della psicoanalisi lacaniana. La descrizione sommaria proposta non è esaustiva a racchiudere i molteplici orientamenti della Scuola, tuttavia è sufficiente a evocare il grande contributo della Scuola di Ljubljana allo studio del complesso rapporto fra filosofia e psicoanalisi, che restituisce una postura originale e irripetibile per il suo innesto storico, geografico e culturale.
Per tali ragioni questo numero monografico de L’inconscio nasce con l’intenzione di ospitare, a livello internazionale, contributi di ambito filosofico e psicoanalitico che riflettano orientamenti e sfaccettature all’interno della Scuola, nella prospettiva di fornire la complessa trama del suo raggio d’azione, anche attraverso recensioni, interviste e dibattiti.
Accanto all’indagine tematica promossa da L’inconscio, la rivista riserva ogni anno un intero numero dedicato integralmente alla pubblicazione di saggi e contributi su argomenti vari inerenti all’inconscio e ai temi a esso collegati, con particolare riguardo alla ripresa di questioni e problemi affrontati nei precedenti numeri. I numeri di varia, inoltre, ospitano una sezione di note critiche di volumi che trattano o intercettano temi e problemi di argomento filosofico, psicoanalitico o, più generalmente, riguardanti le molteplici diramazioni della nozione d’inconscio, secondo prospettive disparate e differenti. Invitiamo gli autori e le autrici interessati a inviare saggi e note che possano alimentare e arricchire la costruzione di questo spazio di dibattito ricco e pluridisciplinare sull’inconscio.
L’inconscio. Rivista Italiana di Filosofia e Psicoanalisi è una pubblicazione online con revisione a doppio cieco. L’inconscio pubblica articoli in italiano, inglese, francese, portoghese, tedesco e spagnolo. Ogni numero si divide in quattro parti: un’intervista a uno studioso di chiara fama, una sezione monografica, una di varia dedicata alla discussione generale e un’appendice di note critiche.
L’inconscio ha pubblicato, tra gli altri, contributi di Lucilla Albano, Sergio Benvenuto, Fabio Ciaramelli, Francesco Conrotto, Ida Dominijanni, Nadia Fusini, Carlo Ginzburg, Romano Luperini, Pietro Montani, Bruno Moroncini, Francesco Napolitano, Felice Papparo, Jacques Rancière, Élisabeth Roudinesco, Pierangelo Sequeri, Yannis Stavrakakis, Francesco Saverio Trincia.
Gli studiosi interessati possono inviare il loro contributo all’indirizzo mail inconscio.rivista@gmail.com, insieme a un abstract in inglese (massimo 600 caratteri, spazi inclusi), a cinque parole chiave in inglese e a una breve nota biobibliografica (massimo 400 caratteri).
La lunghezza massima dei contributi è fissata per le sezioni della rivista come segue:
– saggi: massimo 40000 caratteri, spazi inclusi;
– note critiche: massimo 25000 caratteri, spazi inclusi.
Tutti i contributi proposti alla rivista devono essere inediti; qualora accettati per la pubblicazione, non possono essere riprodotti altrove senza previo consenso da parte della redazione. Tutti le proposte sono sottoposte a double blind peer review, il cui risultato sarà comunicato agli autori dalla redazione via mail. Gli articoli non conformi alle norme redazionali e non redatti secondo il modello della rivista non saranno considerati per la pubblicazione.
Le norme redazionali e il modello di redazione del testo sono entrambi reperibili e disponibili per il download sulle pagine:
http://www.inconsciorivista.it
https://wwwunical.academia.edu/LinconscioRivistaItalianadiFilosofiaePsicoanalisi (sezione “Drafts”).
La scadenza per la proposta dei contributi per il numero tematico sulla Scuola di Ljubljana è fissata al 30 giugno 2026.
La scadenza per la proposta dei saggi e delle note critiche per il numero di Varia è fissata al 30 aprile 2026.